domenica 1 luglio 2012

Il giardino fiorito



Ecco il primo argomento



Signore ti ringrazio di essere attento ed accorto coltivatore del giardino della mia anima, in esso vi sono fiori, erbe aromatiche e medicinali, alberi da frutto e piante varie. Tutto cresce bello e e rigoglioso, grazie te. Continuamente lavori la terra in esso affinché ci siano buoni risultati. Assiduamente lo pulisci dalle erbacce e dagli insetti nocivi, affinché non rovinino quanto c’è in esso. Poi la rassodi, la concimi e fai le giuste potature.

Non sempre il tuo lavoro produce i risultati voluti. Poiché più di una volta ostacolo il tuo operare rendendolo vano. Infatti, intralcio il piantare nuovi alberi, fiori ecc. perciò la mia anima non usufruisce di tutto ciò che fai. A volte schiaccio qualche piantina appena cresciuta oppure la taglio perché non mi piace, contrastando così la tua volontà. Fai sorgere il sole per riscaldare è dare forza alle colture ed io invece faccio ombra. La innaffi al momento giusto, mentre io lo faccio, quando non ce ne bisogno. Tu lavori la mia anima (il giardino), per farla “crescere” nell’amore, di vari colori (fiori, di vari gusti (frutti) di vari benefici (erbe medicinali). Le piante, poi, un po’ alla volta cominciano ad accrescere l’amore, la fede ecc. Purtroppo io le taglio o le faccio seccare per indifferenza.

Fai aumentare la mia conversione (del cuore) e donami il calore e la grazia della percezione della tua misericordia amorosa, nel mio cuore e nella mente ed in tutto il mio corpo. Cosa stupenda, felicità intensa, stato di grazia indefinibile e meraviglioso per il quale ti ringrazio immensamente.
Ahimé quanto lavoro sprecato quando rendo a te impossibile operare in me. Qualche volta riesco appena a far coincidere (solo un po’) la mia volontà con la tua. Perché la mia è così imperfetta.
Il tuo lavoro non conosce soste, mentre io mi stanco facilmente non riuscendo più a seguirti ed a concordare con esso. Questo accade perché il mio corpo, compresa la mia mente, vogliono riposare e ciò ritarda la tua azione [Gesù nel Getsemani, raccomandò ai suoi apostoli di non dormire (intiepidirsi) per non cadere in tentazione e peccare)] ritardando la mia crescita spirituale.
Tale stanchezza, se riguarda il solo corpo, è umana: Questo accade perché non sono abituato a lavorare a lungo ed alacremente. Il tuo lavoro invece è premuroso, sollecito e preciso. Il mio superficiale, lento e con poca benevolenza.
Gesù mio plasmami tu, dammi riposo ed energia per poter lavorare come vuoi tu.
S. Santo, dammi la luce per recuperare velocemente. Dammi il giusto equilibrio, fatto di calma e senza rischio di cadere nella noia, senza perdere l’entusiasmo che può spingermi anche quando le energie calano. Insegnami ad usare le mie forze con il dosaggio giusto, senza sprechi ed eccessivi consumi, finquando non avrò ben ricaricato le mie “ batterie”.

Possa essere il mio livello di amore a far sì che ciò sia possibile, mosso dalla fede che mi spinge a credere sempre in te con estrema forza! Fa che io te lo lasci realizzare in me. Come è bello il giardino quando tu vi operi senz’alcun ostacolo da parte mia.

Pur se ciò avviene per tempi molto brevi, mi beatifico ad ammirare i frutti che ottieni. Son preso dalla goia che dura perciò, ahimè, molto poco, perchè breve è il tempo che ti lascio lavorare indisturbato. Quando ciò accade (indico solo a chi legge), stupenda è la bellezza del mio giardino: frutti rigogliosi, pulizia del terreno, freschezza ed umidità giusta per ogni cosa presente in esso, colori stupendi e meravigliosi, da far goder il paradiso in terra in quel momento “lampo” nel quale accetto quello che Tu vuoi, cioè amare incondizionatamente. Profumi intensi, aria leggera e piacevole, temperatura mite, go do di un silenzio che non mi svuota ma che mi unisce più intensamente a te, musica celestiale, canti angelici che entrano in me, colmandomi di beatitudine, felicità e benessere, come è bello star con te, o mio dolce amato Gesù. Quanto è profonda nel mio cuore l’incisione che provoca il tuo amore, mi porta su… su…. fin nelle sfere più alte del cielo, dove il paradiso loda il tuo operato per il mio rapido passaggio,

Scendo, purtroppo bruscamente giù, con ancora il sapore intimo nell’anima di quanto ho vissuto, in questo momento di estrema grazia divina. Ritorno alla realtà che a causa del mio scarso amore per confronto mi appare, per come è (superficiale), brutta e lontanissima dal paradiso che ho appena “assaporato”.

Continua, o mio Signore, non tralasciare mai questo lavoro anche se non procede come tu vorresti a causa mia. E’ il mio modo di agire che lo rallenta, rovinando tutto ciò che fai, bloccando la mia crescita. Tu invece non carichi mai troppo, con pesi insopportabili, Il mio collaborare alla cura del mio giardino.
Solo bellezza, tanta bellezza tu puoi vedere, osservando il tuo lavoro. Questa poiché può esser vista anche da chi mi è vicino, chi la vede ne rimane coinvolto, fino ad averne anch’egli un reale beneficio.

L’amore quando pulsa ha bisogno di uscire per spargersi ed immergere frutti, per dire, fare, lodare e ringraziare, oltre che attirare nel suo stupendo vortice chiunque sente il suo forte richiamo. Giunti a ciò, tu rimani molto soddisfatto della cura che sei riuscito ad avere della mia anima. Che dirti, se non prostrarmi davanti ai tuoi piedi e baciarli con AMORE inesplicabile?
Sono passati una trentina di giorni circa ed il tuo lavoro ha dato altri frutti, nonostante il mio scarso impegno. Infatti la preghiera, come si può leggere negli argomenti successivi è diventata confidenziale. Questa circostanza è un grosso traguardo che ha cambiato lo scenario del mio scrivere poiché l’ha fatto diventare colloquio diretto con te Gesù. Tale modalità l’avevo usata anche in precedenza con discreti risultati. Ora, però, il tutto è più armonico e diviso per argomenti che rimangono ”aperti” ad ampliamenti e revisioni. Si prestano alla rilettura e meditazione continua, ricevendo continuo “nutrimento” dall’alto. Gli argomenti toccati sono relativi alle difficoltà od esperienze giornaliere, quasi come un diario non fatto di racconto di tipo “monologo” ma un vero e proprio sviscerare le situazioni che incontro per agevolare il Tuo lavoro, Gesù caro.
  • Sei nel vero, stammi dietro e vedrai che il tuo giardino sarà sempre più bello.

In questi ultimi giorni ho trascurato molto il mio giardino e non ho collaborato con te anzi ho ostacolato non poco il tuo lavoro, con mancanze, disattenzioni, dimenticanze per scarsa premura e imperfezioni. Ti chiedo scusa Gesù, credo nella tua misericordia poiché grazie ad essa mi accoglierai di nuovo tra le tue braccia, come il figliol prodigo, che si era allontanato da te.

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