lunedì 30 marzo 2015

Luce e libero arbitrio

Nel buio arriva la luce, se vuoi

"Gen 1:3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu
Gv 8:12 Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»."

Dopo questi due piccoli passi della bibbia, vecchio e nuovo testamento, passo a parlare della luce.
Spesso mi chiedo se essa nel nostro stato attuale interviene ad illuminarci in una realtà di buio oppure siamo nella luce ed è il buio ad insidiarci.
Non è una cosa molto chiara poichè vi è molta confusione in merito. Se pensiamo al buio come notte, dobbiamo rifarci ad altri passi della genesi: 
"Gen 1:5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno 
Gen 1:16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 
Gen 1:18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona."

Quindi luce e buio sono regolati dal movimento rotatorio della terra davanti al sole.
Invece io voglio intendere la luce della corretta cognizione della realtà che ci circonda ed il buio come l'oscuramento di tale visione, la realtà esistenziale è influenzata dalla potenza della Tua luce che ci illumina. 

Come mai, Signor Mio, non abbiamo la corretta consapevolezza della realtà assoluta che ci circonda?
  • Dopo il peccato originale l'umanità è "caduta nel buio" e quella che vedete intorno a voi è una realtà regolata dal vostro egoismo, vedete ciò che esso vi vuol far vedere.
Cosa significa?
  • Intendo dire che la vostra mente, con un senso di protezione continua, pensa talmente a sé che, tutto ciò che fa vedere al vostro vero io cosciente, dentro la vostra anima, è riduttivo a causa di tale modalità di visione egoistica e preservatrice.
Allora siamo incapaci di vedere il "vero"?
  • Si, se non chiedete la Mia luce (Spirito Santo).
Vuoi dire che se non Ti chiediamo di illuminarci, rimaniamo nel buio dell' egoismo che è dovuto dalla mancanza di amore.
  • Prendere cognizione di ciò è il primo passo per arrivare alla verità.
Allora cosa dobbiamo fare?
  • Chiedete la luce, esprimendo la vostra ferma volontà, poiché Io, nella Mia onnipotenza, non posso darvela senza la vostra richiesta, in quanto non posso violare il vostro libero arbitrio.
Vuoi dire, che se non ti chiediamo di esser "illuminati" Tu non lo fai? Certamente la vogliamo anche se a volte dimentichiamo di chiedertela, non certo vorremmo stare nel buio, come attualmente stiamo.
  • Non è tanto semplice, la vostra richiesta è attestazione della vostra volontà, con la vostra scelta posso agire, poiché il non chiedere la luce è una espressione di volontà implicita di non volerla, infatti pur se voi volete la luce, le vostre azioni non vanno in coerenza con quella che sembrerebbe tale vostra volontà.
Non comprendo, scusami.
  • Chi chiede la luce col suo libero arbitrio deve con le sue azioni dimostrare, in coerenza a tale volontà, di andare verso la luce, chi continua a non accogliere i miei suggerimenti ad amare Me ed il  prossimo, certamente non lo fa e perciò rimane nel buio.
Ho compreso, o Mio Gesù, chi vuole la luce esprime la sua volontà in merito ad essa, oltre che con la sua richiesta, principalmente con le sue azioni.









domenica 29 marzo 2015

Visualizzazioni del blog


Lo scopo di questo blog (attualmente con circa 16.000 visualizzazioni su 71 post in pochi anni) è poter mostrare che è possibile parlare con Gesù e quindi con Dio, questo può avvenire con vari livelli di percezione interiore delle sue risposte. 

Parlare con Gesù ha un altissimo valore per chi lo fa e per chi viene a conoscenza del contenuto di tali colloqui.

Leggi pure post precedente del 17/12/2013 http://gesu-parla.blogspot.it/2013/12/si-puo-parlare-con-gesu.html

Nel diario di S. Faustina Kowalska possiamo leggere:

O mio Gesù, so che per essere utile alle anime, bisogna impegnarsi a raggiungere la più stretta unione con Te, o Amore eterno. "Una parola di un'anima unita a Dio procura più bene alle anime che eloquenti dibattiti o prediche di un'anima imperfetta.

Importanza della verità

Quanto sia importante la verità è difficile da capirlo e con poche parole non è possibile cercare di spiegarlo.

  • L'amore circola nel cuore dell' uomo, attraverso dei canali spirituali invisibili ai sensi umani, se questi non sono mantenuti liberi dalla verità, essi possono restringersi fino a chiudersi, poi sarà quasi del tutto impossibile percepire e dare amore. Questo spiega come, chi è falso, ipocrita ed abituato a dire bugie, non percepisca l'amore di chi nonostante tutto lo vuole bene, come Me. Inoltre egli non riesce ad amare perchè dentro di se il cuore non riesce più a comunicare l'amore e non sente più l'eco dello stesso, come risposta all'esercizio della sua capacità d'amare, in quanto  fino ad allora ha poco comunicato verità.

Quindi la verità è la virtù per poter amare più facilmente e percepire l'onda d'amore Tuo e di chi ci vuole bene.
  • La verità inoltre comunica verso l'esterno quello che veramente siete, cioè vi agevola ad essere umili.
Umiltà e verità sono virtù fondamentali dell'amore. Ma non percepire l'amore è una cosa orrenda, è di un gelo profondo, ti isola, ti separa dal mondo della materia e dello spirito, cioè ti fa sentire "morto". Come mai l'uomo abituato ad essere falso non si accorge di ciò?
  • Questo accade perchè si è oscurato il canale della sua coscienza, egli non sente quasi del tutto più la Mia voce dentro il suo cuore.
Cosa  può fare per non entrare nella trappola della menzogna, sia piccola (minima bugia che è l'inizio della mistificazione) che grande?
  • Bisogna che egli sia se stesso, nonostante la chiusura quasi totale dei canali spirituali. Deve riuscire a cogliere i piccoli bagliori che ancora salgono nella superficie della sua consapevolezza.









sabato 28 marzo 2015

Amore sale delle nostre azioni

Quando ci troviamo ad affrontare una situazione di vita è sempre poco l'amore che esercitiamo in essa, purtroppo lo consideriamo quasi come un sale sul cibo, stando attenti a non metterne troppo per non renderla troppo salata.


  • La vostra vita non è una pietanza, avete una vera e propria difficoltà ad amare. Se ciò non fosse mettereste nelle vostre azioni tutto l'amore che foste capaci di esercitare, invece vi è qualcosa che vi frena.

Puoi dirmi cosa?

  • E' l'egoismo/egocentrismo, avete paura di dare troppo amore perché temete di perdere la proprietà delle cose a cui tenete, a cui siete attaccati o che ritenete indispensabili per la vostra vita.

Quindi se eliminiamo questa paura potremmo essere in grado di dare tutto l'amore di cui siamo capaci?

  • Si, tale amore aumenterebbe quanto più lo elargireste.

Ma io, oltre quanto Tu dici, mio caro Gesù, ho difficoltà a ricordare di amare nei momenti in cui occorre farlo, cioè in tutte le situazioni che lo esigono. Però quando me ne ricordo, come se mi trasformassi dentro, riesco a dare il mio amore, coi limiti da Te indicati.


  • La tua trasformazione è data dal fatto che tu "accetti di amare", cioè segui il Mio amorevole suggerimento a farlo, ciò mi permette di ravvivare la Mia presenza in te, se fino a quel momento avrai lavorato bene nell'esercizio della tua fede in Me (agevolando il distacco dal mondo), riuscirai ad amare più fortemente.

 Allora quello su cui debbo lavorare è la memoria e la fede?

  • Si, col Mio aiuto e la tua volontà sempre più in sintonia con Me, ci riuscirai.

Come posso ricordare di amare, ho l'impressione che non sia tanto una difficoltà mnemonica ma una mancanza di capacità a vedere Te in ogni persona che incontro. Puoi aiutarmi questo?

  • Lo sto già facendo, non hai notato i tuoi progressi?

Non tanto, Signor mio, ogni volta che ricordo d'amare mi sembra sempre troppo tardi od un caso, non ho l'impressione che la mia memoria d'amare sia molto viva.

  • Mettiti in attesa di voler amare (in sintonia con Me col tuo colloquio vivo), predisponendoti all'amore, nelle pause della tua vita, così vedrai che appena le circostanze esigono il tuo amore, ricorderai di darlo


venerdì 27 marzo 2015

Vieni nel mio cuore Gesù

Sto aspettando, vieni nel mio cuore Gesù, quando Tu lo fai è gran festa in me, l'anima mia gioisce, s'eleva leggera verso il cielo insieme a Te, essa dimentica tutte le cose di quaggiù, questo comporta spensieratezza e distacco, son già queste cose che mi rendono felice, ma poco esse sono in confronto a quello che fai Tu nell'anima mia.

Vieni, Gesù, non farmi più aspettare.
Scusami se non tutto in me è alla perfezione per accoglierti quale ospite d'eccezione.

Sento la pace e la serenità che preannuncia la Tua venuta.
Il Tuo ingresso mette tutta la mia mente e tutti i miei sensi in festa, il mio corpo e la mia anima sono beatificati da Te.

Ho aspettato troppo per chiamarti e lunga è stata l'attesa della Tua venuta,
ma ora che sei qui con me, nessuna cosa deve distrarmi. Voglio dedicarmi solo a Te, voglio fare il pieno di Te, per assorbire tutto il Tuo amore, o Mio dolcissimo Gesù, voglio smarrirmi in Te, lontano dal mondo, non perchè non voglio vivere la vita che mi hai donato, ma perchè questo è un momento speciale che voglio vivere solo pensando a Te, grazie Gesù di essere venuto.

sabato 14 marzo 2015

Solo colui che ama é semplice



La semplicità é la capacità di coloro che amano, esser semplici é un'espressione del cuore che ama.
Non è facile praticare la semplicità perché l'ego non lo permette in quanto la spinta che dà il proprio io ad affermarsi, per essere gratificato, ostacola la genuinità del cuore puro.
Se aumentiamo il nostro amore aumenterà la nostra semplicità.

La luce che non vediamo



E' latente in me questa richiesta al Signore Iddio:

- Mandaci la luce dello Spirito Santo, poichè senza di essa tutto è inutile, in quanto non comprendiamo quello che leggiamo nelle sacre scritture od ascoltiamo nelle catechesi o nelle omelie della santa messa.
Inoltre non comprendiamo quello che Tu Gesù sussurri al nostro cuore o quello che hai messo in esso da sempre.


  • Bell'argomento possiamo dire che esso è un pò alla base di tutto. Allora parliamone: 
La luce viene concessa come una sorta d'irradiazione della natura onnipotente di Dio ma il coglierla dipende dal grado di apertura che ha ognuno di voi, dal grado di raccoglimento, di pace e di silenzio interiore che possiede e quindi dalla capacità di attenzione che ne deriva.

Ma a volte vedo che si viene colpiti dalla "luce" in un modo tale che va al di là di tutto ciò.

  • In realtà non è così, la spiegazione è che la persona che ne è colpito è già col suo cuore in una fase di avvicinamento al Signore.
Vuoi dire quindi che il coglierla è il frutto di un cammino spirituale della persona?

  • Diciamo che è pressapoco così, ognuno di voi si pone in rapporto con Dio a seconda della fede e della consapevolezza che ha di Lui.

Cosa intendi?

  • Intendo dire che credere in Lui è la porta, aperta la quale, la luce entra in voi.

Quindi più crediamo più vediamo?

  • Si!

Grazie Gesù.

venerdì 13 marzo 2015

Parole semplici

Non è facile esprimere quello che si percepisce perché la mente usa una modalità complessa per farlo e spesso scarta la semplicità.

Come posso ovviare a ciò?
• Le sensazioni spirituali sono difficili da rappresentare a parole perché queste non soddisfano tutto ciò si percepisce, allora bisogna limitarsi ad usarne poche:
- pace, serenità, calma ed amore.




Nulla é come appare



La vita è differente da come appare perché la nostra capacità di osservazione e giudizio é molto limitata.
Quante volte ci ricrediamo dopo aver espresso un giudizio?
Se fossimo capaci di vivere senza mai dire la nostra, cioè senza mai esprimere quello che ci appare, rimarremmo almeno al centro tra quello che vediamo e quello che veramente é, invece non ne siamo capaci.
Come comportarsi allora?
• Con estrema umiltà bisogna prendere consapevolezza che solo nelle profondità del vostro cuore potete scoprire la verità.
Quindi prima di esprimere qualsiasi giudizio aspettate di percepire ciò che esso vi comunica.

Colloquio continuo con Gesù

Parto da una meditazione che mi ha colpito molto, tratta da
Guglielmo di Saint-Thierry (ca 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
La Contemplazione di Dio, 12; SC 61, 133


“Sto dunque nella mia solitudine... e apro la bocca davanti a te, Signore, e cerco il fiato. Di tanto in tanto, Signore, ... tu metti qualcosa nella bocca del mio cuore; ma non mi permetti di sapere cosa. Certo, gusto un sapore così dolce, così soave, così confortante, che non cercherei più nient'altro. Ma tu non mi permetti di capire, né per visione né con l’intelletto, …; vorrei trattenerla,  assimilarla, assaporarla, ma subito scivola via... Imparo con l'esperienza ciò che dici riguardo allo Spirito Santo nel Vangelo: « Non sai di dove viene e dove va » (Gv 3, 8). Scopro in me che soffia non quando voglio io, ma quando lui lo vuole…”

Lo Spirito Santo ispira la mia anima, nei miei colloqui con Te, Gesù, essa si serve poi della mente per comprendere quanto vuoi dirmi. Solo aumentando i momenti di colloquio con Te posso arricchirmi ed unirmi sempre più a Te. Indicami come mantenermi unito a Te nei diversi momenti della giornata.

  • Affinchè tu possa mantenerti unito a Me devi attuare modalità diverse a seconda dei diversi momenti del giorno che vivi.

Cosa intendi?

  • Ogni momento della giornata ti predispone ad una diversa unione con Me:

 1. Prima di alzarti dal letto e quando ti corichi, quando hai la possibilità di far silenzio fuori e dentro di te (nel cuore) = una unione appartata

  •  Quando sei insieme agli altri nel lavoro, nello studio od in ogni altra pratica quotidiana = unione di mantenimento
  • Nella prima tipologia puoi raggiungere una unione dove puoi raggiungere una buona facilità di ascolto delle mie parole colloquiando con me in profondità.
  • Nella seconda mantenendoti col cuore in unione con Me puoi continuare a “sentirmi” pur se più a fatica, poiché la mancanza del silenzio esterno e le distrazioni distolgono la tua attenzione.

Per la prima tipologia mi è più facile arrivare ad un “vero e concreto“ colloquio e rinsaldare la mia unione con Te, specie quando ho la possibilità e la volontà determinata di aumentare i momenti di intima meditazione silenziosa con Te (nei quali la Tua parola è più percepibile).
Per la seconda non mi riesce di mantenere, per molto tempo, lo “strascico” dell'unione con Te, specie se debbo fare qualcosa che mi distrae molto o debbo interagire con gli altri.

  • Ora ti indico come fare anche in questi momenti a mantener più “viva e continuativa” l'unione con Me:
  • Quando non puoi raggiungere il pieno silenzio esteriore ma avrai rafforzato il tuo silenzio interiore, sarà esso a farti mantenere unito a Me anche nella distrazione e nel silenzio esteriore.

Come posso raggiungere tale silenzio?

  • Esso è dato dalla pace che hai dentro di te e dal superamento delle distrazioni del cuore che ti comporta il tuo ego, derivanti dai suoi desideri e dalle sue preoccupazioni.

Vuoi dire che se ho un forte silenzio interiore questo potrà colmare e zittire i rumori esteriori? Si! Comincia da subito a non desiderare che Me ed a non preoccuparti altro che di cercare Me.
Per far ciò ho bisogno di esercitare e rafforzare la mia fede in Te.