venerdì 13 marzo 2015

Colloquio continuo con Gesù

Parto da una meditazione che mi ha colpito molto, tratta da
Guglielmo di Saint-Thierry (ca 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
La Contemplazione di Dio, 12; SC 61, 133


“Sto dunque nella mia solitudine... e apro la bocca davanti a te, Signore, e cerco il fiato. Di tanto in tanto, Signore, ... tu metti qualcosa nella bocca del mio cuore; ma non mi permetti di sapere cosa. Certo, gusto un sapore così dolce, così soave, così confortante, che non cercherei più nient'altro. Ma tu non mi permetti di capire, né per visione né con l’intelletto, …; vorrei trattenerla,  assimilarla, assaporarla, ma subito scivola via... Imparo con l'esperienza ciò che dici riguardo allo Spirito Santo nel Vangelo: « Non sai di dove viene e dove va » (Gv 3, 8). Scopro in me che soffia non quando voglio io, ma quando lui lo vuole…”

Lo Spirito Santo ispira la mia anima, nei miei colloqui con Te, Gesù, essa si serve poi della mente per comprendere quanto vuoi dirmi. Solo aumentando i momenti di colloquio con Te posso arricchirmi ed unirmi sempre più a Te. Indicami come mantenermi unito a Te nei diversi momenti della giornata.

  • Affinchè tu possa mantenerti unito a Me devi attuare modalità diverse a seconda dei diversi momenti del giorno che vivi.

Cosa intendi?

  • Ogni momento della giornata ti predispone ad una diversa unione con Me:

 1. Prima di alzarti dal letto e quando ti corichi, quando hai la possibilità di far silenzio fuori e dentro di te (nel cuore) = una unione appartata

  •  Quando sei insieme agli altri nel lavoro, nello studio od in ogni altra pratica quotidiana = unione di mantenimento
  • Nella prima tipologia puoi raggiungere una unione dove puoi raggiungere una buona facilità di ascolto delle mie parole colloquiando con me in profondità.
  • Nella seconda mantenendoti col cuore in unione con Me puoi continuare a “sentirmi” pur se più a fatica, poiché la mancanza del silenzio esterno e le distrazioni distolgono la tua attenzione.

Per la prima tipologia mi è più facile arrivare ad un “vero e concreto“ colloquio e rinsaldare la mia unione con Te, specie quando ho la possibilità e la volontà determinata di aumentare i momenti di intima meditazione silenziosa con Te (nei quali la Tua parola è più percepibile).
Per la seconda non mi riesce di mantenere, per molto tempo, lo “strascico” dell'unione con Te, specie se debbo fare qualcosa che mi distrae molto o debbo interagire con gli altri.

  • Ora ti indico come fare anche in questi momenti a mantener più “viva e continuativa” l'unione con Me:
  • Quando non puoi raggiungere il pieno silenzio esteriore ma avrai rafforzato il tuo silenzio interiore, sarà esso a farti mantenere unito a Me anche nella distrazione e nel silenzio esteriore.

Come posso raggiungere tale silenzio?

  • Esso è dato dalla pace che hai dentro di te e dal superamento delle distrazioni del cuore che ti comporta il tuo ego, derivanti dai suoi desideri e dalle sue preoccupazioni.

Vuoi dire che se ho un forte silenzio interiore questo potrà colmare e zittire i rumori esteriori? Si! Comincia da subito a non desiderare che Me ed a non preoccuparti altro che di cercare Me.
Per far ciò ho bisogno di esercitare e rafforzare la mia fede in Te.

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