mercoledì 30 dicembre 2015

La preghiera

Dall'opera "L' Evangelo come mi e' stato raccontato"
di Maria Voltorta edizioni Cev

Cosi' diceva Gesu':

"Preghiere, preghiere, feconde perché attive di amore e di spirito di sacrificio. La preghiera deve essere vera, non meccanica come suono di ruota sulla via. É il suono o la ruota quella che fa procedere il carro?

É la ruota che si logora per portare oltre il carro. Lo stesso è della preghiera vocale e meccanica e della preghiera attiva.

La prima: suono, nulla più.

La seconda: opera, in cui si logorano le forze e cresce sofferenza, ma si ottiene lo scopo.

Pregate più col sacrificio che con le labbra e darete refrigerio ai vivi e ai morti, facendo la seconda opera di spirituale misericordia. Il mondo sarà più salvato dalle preghiere di coloro che sanno pregare, che dalle fragorose, inutili, micidiali battaglie.

Molte persone del mondo sanno. Ma non sanno credere con fermezza.

Come fossero presi fra due canapi opposti, tentennano, tentennano, senza procedere d'un solo passo, è si affaticano le forze senza riuscire a nulla.

Sono i dubbiosi. Sono quelli dei "ma", dei "se", degli "e poi". Quelli delle domande: "Sarà poi così?", "E se non fosse?", "E io potrò?", "E se non riesco?", e così via."

La preghiera deve essere un collquio con Gesu', nel quale confidenzialmente gli diciamo di tutto, anche se Lui gia' sa. Parliamo, chiediamo ed otteniamo risposte che nel silenzio del cuore percepiamo. Lo ringraziamo e peroriamo la causa di ogni nostro fratello che ha bisogno.

L'abbandono a Dio

Dall'opera "L' Evangelo come mi e' stato raccontato"
di Maria Voltorta edizioni Cev.

Una donna cosi' parlava a Gesu':

Ma fa' Tu, Signore. Io ti abbandono tutto: il mio passato, il mio presente, il mio futuro.
Tutto ti devo e tutto ti do. Da' Tu, alla tua serva, ciò che sai meglio».
«La vita eterna, allora. Sii felice. Dio ti ama. Io vado. Ti benedico e vi benedico»

Abbandonare tutto non e' facile ne' semplice, ma e' necessario per essere del  Signore, per
entrare progressivamente in comunione con Lui. Egli puo' agevolmente prendersi bada di noi solo se crediamo nel suo infinito amore per noi.

Parlami Gesu'

Quanti colloqui Gesu' abbiamo fatto io e Te, specialmente negli ultimi 2 anni. Tanti, scritti, altri senza alcuna memoria da conservare e pubblicare. Non so dire se ho fatto progressi, ma comprendo che il cammino e' arduo e che certi difetti, certi modi di fare od abitudini sono difficili da scardinare dal mio essere. Puoi, a questo punto del mio cammino, darmi dei suggerimenti per aiutarmi?

- "Fai zittire il tuo io, blocca ogni modo di pensare del tuo ego e fa che sia solo Io ad operare al posto tuo. Metti tutto nelle mie mani, aspetta i miei suggerimenti e non agire mai di tua iniziativa.

Conosco gia' questo suggerimento, ma mi e' difficile la sua applicazione pratica, poiche' non so come regolarmi nelle varie situazioni di vita, perche' in ognuna scatta quasi in automatico il mio pensiero.

- Non riesci, perche' sei legato alle tue convinzioni, anche se posson esser giuste, esse dimostrano quanto il tuo amor proprio, l'orgoglio che sta dietro ad ognuna di esse, vuol  metter in evidenza le sue ragioni. Il tuo senso di  voler essere trattato, come il tuo modo di pensare ritiene corretto, non ti fa mettere da parte il tuo io/egoico.
Questo accade perche' non ci stai a "perdere" una qualsiasi cosa ingiustamente (tempo, fatica, denaro, beni ecc.).E' su questo legame/attaccamento che devi lavorare fino ad eliminarlo. Quandi ci riuscirai non avrai piu' difficolta' a far agire Me, nelle svariate situazioni della tua vita.

Grazie Gesu' del prezioso consiglio. Sara' un compito laborioso, mi daro' da fare a metterlo in pratica. Tu, pero' sovvienimi nelle difficolta' che dovro' affrontare per riuscire nell'intento.

martedì 29 dicembre 2015

Senza la luce non comprendiamo

"Matteo, 13:13 - Perciò parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non intendono."

Gesu' parlava con racconti semplici di vita quotidiana per farsi comprendere. Senza la luce che illumina il nostro cuore, nel profondo dell'anima, la nostra capacita' d' amare non si da' da fare per interessarsi del prossimo.

Ma cos'e' questa luce?  E' una forza che trascina, rischiarando la nostra visione, la nostra mente verso un percorso che la mette in contatto con Dio.

Non comprendiamo questo discorso senza fede, perche' proprio questa apre le porte del nostro cuore a Dio. Egli bussa spesso alla  sua porta, ma non sempre apriamo, percio' Egli rimane fuori dalla nostra vita.

Se esercitiamo la nostra forza del credere in Lui, in ogni situazione di vita, la nostra fede crescera' sempre piu', cosi' da permetterci di tenere costantemente aperta la porta del nostro cuore all' amore di Dio.

La pazienza porta costanza

"Giacomo, 1:4- Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza e la costanza compia appieno l’opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti"

L'esercizio della pazienza, attraverso la fede, nelle situazioni di vita, ci rende stabili nell'esercizio della nostra capacita' d'amare, evitando che il nostro "ego" ( egoismo/egocentrismo) prenda il sopravvento nella nostra vita.

Il frutto di tutto cio' diventa una sintonia con Gesu', sempre piu' salda e consapevole, attraverso la quale siamo guidati e protetti.

lunedì 28 dicembre 2015

L'unica cosa importante


Dall'opera "L' Evangelo come mi e' stato raccontato"
di Maria Voltorta edizioni Cev.

Gesu' in un discorso dice:

«Sì, parlo. Ma non ve la prendete. Pregate per quegl'infelici. Perdonate come Io perdono. Perché se perdonerete agli uomini i loro falli, anche il vostro Padre dei Cieli vi perdonerà i vostri peccati.

Ma se avrete rancore e non perdonerete agli uomini, nemmeno il Padre vostro vi perdonerà le vostre mancanze. E tutti hanno bisogno di perdono. Vi dicevo che Dio vi darà ricompensa anche se voi non gli chiedete premio per il bene fatto.

Ma voi non fate il bene per avere ricompensa, per avere una mallevadoria per il domani. Non fate il bene misurato e trattenuto dalla tema:

"E poi, per me, ne avrò ancora? E se non avrò più nulla chi mi aiuterà? Troverò chi mi fa ciò che ho fatto.
E quando non potrò più dare, sarò ancora amato? ".

Guardate: Io ho amici potenti fra i ricchi e amici fra i miseri della terra. E in verità vi dico che non sono gli amici potenti i più amati.

Vado da quelli non per amore di Me e per mio utile. Ma perché da essi posso avere molto per chi non ha nulla. Io sono povero. Non ho nulla.

Vorrei avere tutti i tesori del mondo e mutarli in pane per chi ha fame, in tetto per chi è senza tetto, in vesti per chi è ignudo, in medicine per chi è malato.

Voi direte: "Tu puoi guarire". Sì. Questo ed altro posso. Ma non sempre è la fede negli altri, ed Io non posso fare ciò che farei e che vorrei fare se trovassi della fede nei cuori per Me.

Io vorrei beneficare anche questi che non hanno fede. E posto che non chiedono il miracolo al Figlio dell'uomo vorrei, da uomo ad uomo, dar loro soccorso.

Ma non ho nulla. Per questo Io tendo la mano a chi ha e chiedo: "Fammi la carità, in nome di Dio". Ecco perché Io ho amicizie in alto.

Domani, quando Io non sarò più sulla terra, ancora vi saranno i poveri, ed Io non ci sarò né a compiere miracolo per chi ha fede, né a fare elemosina per portare alla fede.

Ma allora i miei amici ricchi avranno imparato, al mio contatto, come si fa a beneficare, e i miei apostoli avranno, pure dal mio contatto, imparato a elemosinare per amore dei fratelli.

E i poveri avranno sempre un soccorso. Ebbene, ieri Io, da uno che non ha nulla, ho avuto più di quanto mi hanno dato tutti coloro che hanno.

E' un amico povero quanto Me. Ma mi ha dato una cosa che non si compera con nessuna moneta e che mi ha fatto felice, riportandomi tante ore serene della mia fanciullezza e giovinezza, quando ogni sera sul mio capo si imponevano le mani del Giusto ed Io andavo al riposo con la sua benedizione per custode del mio sonno. Ieri questo mio amico povero mi ha fatto re con la sua benedizione.

Vedete che ciò che lui mi ha dato nessuno dei miei amici ricchi me l'ha mai dato. Perciò non temete. Anche se non avrete più potenza di denaro, solo che abbiate amore e santità, potrete beneficare chi è povero, stanco o afflitto.

E perciò vi dico:

- non siate troppo solleciti per tema di avere poco. Avrete sempre il necessario.

- non siate troppo preoccupati pensando al futuro. Nessuno sa quanto futuro ha ancora davanti.

- non siate in pensiero per quello che mangerete per sostenervi nella vita, né di che vi vestirete per tenere caldo il vostro corpo.

La vita del vostro spirito è ben più preziosa del ventre e delle membra, vale molto più del cibo e del vestito, così come la vita materiale è più del cibo e il corpo più della veste.

E il Padre vostro lo sa. Sappiatelo dunque anche voi. Guardate gli uccelli dell'aria: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, eppure non muoiono di fame perché il Padre celeste li nutre. Voi uomini, creature predilette del Padre, valete molto più di loro.

Chi di voi, con tutto il suo ingegno, può aggiungere alla sua statura un sol cubito? Se non riuscite ad alzare la vostra statura neppure di un palmo, come potete pensare di mutare le vostre condizioni future, aumentando le vostre ricchezze per garantirvi una lunga e prospera vecchiaia?

Potete dire alla morte: "Tu mi verrai a prendere quando io vorrò"? Non potete. A che, allora, preoccuparvi del domani? E perché avere tanta pena per tema dì rimanere senza vesti?

Guardate come crescono i gigli del campo: non faticano, non filano, non vanno dai venditori di panni a fare acquisti. Eppure vi assicuro che nemmeno Salomone con tutta la sua gloria fu mai vestito come uno di loro.

Ora se Dio riveste così l'erba del campo, che oggi è e domani serve a scaldare il forno o a pasturare il gregge e finisce in cenere o in sterco, quanto più provvederà voi, figli suoi. Non siate gente di poca fede.

Non vi angosciate per un futuro incerto, dicendo:

- "Quando sarò vecchio come mangerò? Che berrò? Come mi vestirò? ".

Queste preoccupazioni lasciatele ai gentili che non hanno la certezza della paternità divina.

Voi l'avete e sapete che il Padre sa i vostri bisogni e che vi ama. Fidate dunque in Lui.

Cercate prima le cose veramente necessarie:

la fede, la bontà, la carità, l'umiltà, la misericordia, la purezza, la giustizia, la mansuetudine, le tre e le quattro virtù principali, e tutte, tutte le altre ancora, dì modo da essere amici di Dio e di avere diritto al suo Regno.

E vi assicuro che tutto il resto vi sarà dato per giunta senza che neppure lo chiedìate. Non vi è ricco più ricco del santo, e sicuro più sicuro di esso. Dio è col santo. Il santo è con Dio.

Per il suo corpo non chiede, e Dio lo provvede del necessario. Ma lavora per il suo spirito, ed a questo Dio dà Se stesso, qui, e il Paradiso oltre la vita.

Non mettetevi dunque in pena per ciò che non merita la vostra pena.
Affliggetevi di essere imperfetti, non di essere scarsi di beni terreni.

Non crucciatevi per il domani. Il domani penserà a se stesso, e voi ad esso penserete quando lo vivrete. Perché pensarvi da oggi? Non è già abbastanza piena dei ricordi penosi di ieri, e dei pensieri crucciosi di oggi, la vita, per sentire bisogno di mettervi anche gli incubi dei "che sarà?" del domani?

Lasciate ad ogni giorno il suo affanno! Ve ne saranno sempre più di quante ne vorremmo di pene nella vita, senza aggiungere pene presenti a pene future! Dite sempre la grande parola di Dio:

"Oggi". Siete suoi figli, creati secondo la sua somiglianza. Dite dunque con Lui: "Oggi". Eoggi Io vi do la mia benedizione. Vi accompagni fino all'inizio del nuovo oggi, di domani, ossia di quando vi darò nuovamente la pace in nome di Dio.

domenica 27 dicembre 2015

L'oceano immenso dell'amore di Dio

L'abbandono in Dio e' possibile solo quando, con la nostra fede, riusciamo ad entrare nel meraviglioso meccanismo dell'immersione nell'oceano infinito del suo amore.

Come mai l'amore di Dio pur essendo immenso, non ci sommerge con la sua maestosa potenza, facendoci diventare un tutt'uno con Lui?
Eppure esso non ha limiti per l'onnipotenza di Dio. Cos'e' che non ci fa godere in pieno il suo amore fatto di misericordia, provvidenza e benessere?

La mancanza della fede o meglio la scarsa capacita' di saperla esercitare. Allora e' bene comprendere, in forte consapevolezza, che quanto piu' esercitiamo la nostra fede, tanto piu' possiamo permettere all'onda dell'amore di Dio di travolgerci ed avvolgerci con la sua potenza.

Si crea un meraviglioso meccanismo di "bene diffuso" nella nostra vita che funziona cosi':
- " ogni volta che esercitiamo la nostra capacita' di credere nella misericordia del suo amor per noi, permettiamo allo stesso di produrre degli effetti di benessere psicofisico e spirituale, e' la nostra stessa fede che sblocca tale azione".

Poi, un volta iniziata, la sequenza puo' proseguire, per cui l'amore da noi recepito con maggior forza, alimenta la nostra fede e la capacita' di credere cresce ancora, in modo tale che un'altra onda d'amore ci sommerge con forza e benessere e cosi' via.

Mantenendo in essere tale meccanismo saremo sempre piu' capaci di abbandonarci a Dio con tutti i benefici che cio' comporta.

sabato 26 dicembre 2015

Il silenzio della mente

Il nostro ego (io) si rafforza,  per il dominio sulla nostra anima, attraverso una sola cosa: la parola.
Avete mai riflettuto sul fatto che noi quasi sempre leggiamo cio' che la nostra mente pensa?
Ce n'e' bisogno? Certamente no,  perche' se lo stiamo pensando,  perche' dovremmo leggerlo nella nostra mente,  quasi come se leggessimo un testo fuori di noi.

Invece quel contenuto e' in noi,  e' formuato da noi,  perche' dovremmo ripeterlo,  come si fa per le poesie,  quando dobbiamo impararle a memoria?  Forse per un senso d'insicurezza,  quasi non fossimo certi che lo stiamo pensando,  che cioe' e' dentro di noi?

La spiegazione e' un'altra: cio' che pensiamo e' quanto affiora in superficie dal nostro pensare,  non ha un suo valore intrinseco,  diciamo che non e' ancora nostro,  e' , in realta', o l'elaborazione di riflessioni precedenti,  o un suggerimento che percepiamo spiritualmente, una  illuminazione,  quindi luce,  oppure una tentazione,  allora oscurita'.

Quando lo leggiamo,  noi esaminiamo,  per la prima volta,  quel contenuto e cosi' facendo esprimiamo il nostro giudizio,  quando cio' accade il nostro io ha l'occasione di nutrirsi (gonfiarsi) di autocompiacimento,  credendolo suo.

Attraverso tale mancanza di umilta', l'egocentricita' cresce,  ma diminuisce la capacita' d'amare gli altri,  perche' l'amore e' assorbito tutto dall'io. Allora e' bene imparare a non leggere,  in noi,  cio' che pensiamo,  ritornando ad essere padroni della nostra vita o creando,  in piena consapevolezza,  i contenuti del nostro essere o prendendo coscienza che siamo continuamente in un cammino di formazione,  per cui quanto pensiamo non e' sempre farina del nostro sacco.
.
Non sara' facile evitare di leggere,  ma ogni volta ci riusciremo la nostra anima potra' indirizzare a Dio la sua attenzione per adorarlo e cio' ci dara' gioia grande.
Inoltre cresceremo in umilta'' e quindi saremo piu' capaci d'amare.


giovedì 24 dicembre 2015

Gesu' nasce

Cosa significa la tua nascita, ogni anno?
•  consolidare nei vostri cuori la mia presenza.

Eppure nonostante cio', tanti non riconoscono tale presenza. Perche' accade?
•la causa di questa situazione e' data dalla mancanza di consapevolezza della mia presenza,  Io ci sono, ma non lo si percepisce perche' il cuore e' altrove.

Dove,  Signore mio?
purtroppo presso tutto cio' che lo attrae, o perche' gli piace o perche' lo preoccupa.

Se lo attrae e' perche' vi ha trovato gusto, quindi dovrebbe cominciare a gustare anche Te.
Se lo preoccupa e' perche' si e' dimenticato che Tu gli puoi risolvere ogni situazione.
Hai detto bene,  deve gustare di piu' la mia presenza ed avere fede in Me.

Come?
Attraverso la Ss. eucarestia. Piu' si nutre di Me e piu' Mi riconoscera' dentro di se.

Signore pero' io mi riferisco principalmente a tutti quelli che non frequentano la chiesa o perche' credono poco o perche' si sono allontanati.
Si, questi sono quelli a cui tengo di piu' e per i quali lavoro instancabilmente,  ma il cui libero arbitrio,  che non posso violare, fa fare continue azioni di non amore.

Dimmi allora cosa fare.
•Aumenta a dismisura il tuo amore perche' esso ha una grande forza di "trascinamento" quanto piu' esso cresce nel tuo cuore ed agisce.

lunedì 21 dicembre 2015

La luce dello Spirito Santo e' veloce

Quando riceviamo un'illuminazione,  il guizzo della luce e' come un flash,  se siamo distratti,  non tanto esteriormente (rumori,  confusione,  attivita' varie, ecc.) ma nel nostro cuore (affetti,  desideri, attaccamenti,  ansie e preoccupazioni), non riusciamo a cogliere l'intuizione che essa avrebbe prodotta in noi.

La centratura del cuore,  ovvero il raccoglimento/connessione della nostra mente all'interno dell'anma fa si che la luce metta in risalto il senso del suggerimento divino.

domenica 20 dicembre 2015

L' alba di una nuova vita

Noi abbiamo un'anima, ma viviamo come se cio' non fosse vero.
Come dovrebbe essere la nostra vita come esseri fatti di spirito?

Una vita senza essere piu' legati al tempo,  ogni nostro pensiero dovrebbe fissarsi in un tempo "senza tempo",  cioe' in un presente illimitato ed infinito.

Come vivremmo in tal modo? Senza preoccuparci piu' ne' del passato,  ne' del futuro con una consapevolezza accentuata di tutto il nostro divenire, senza piu' avere ansie e timori legati a queste fluttuazioni del tempo.

E' possibile permanere in tale presente solo se esercitiamo la nostra fede e ci abbandoniamo nelle amorose mani di Dio.

Il tempo e' una creazione della mente,  concretamente il passato e' solo un'immagine della stessa,  fatta del ricordo di immagini, parole ed emozioni.
Il futuro ancor peggio non e' ancora accaduto ma e' solo conseguenza delle nostre paure.

Perche' non riusciamo a fare a meno di pensare a passato e futuro?
Perche' pensiamo di essere fatti solo di materia,  quella cioe' suscettibile di tutte queste paure.

Invece no,  noi siamo anche spirito e solo con una consapevolezza forte di cio' possiamo vivere il presente.

sabato 19 dicembre 2015

Vivere come se dovessimo morire presto

Difficile vivere con il pensiero che i nostri giorni potrebbero finire anche oggi o domani o tra un mese.

Se ne fossimo capaci, quanto la nostra vita sarebbe diversa? Quante e quali sarebbero le cose che ci preoccuperebbero davvero?
Penseremmo al futuro in modo molto diverso e forse senza tante ansie e paure. Tante cose non ci interesserebbero più. Progetti, ambizioni e desideri vari non avrebbero più tanto peso nella nostra attenzione, poiché ben altro sarebbe l'indirizzo di ogni nostro pensiero.

Ci comporteremmo meglio col prossimo? Saremmo più responsabili e piu buoni? Ci daremmo da fare per presentarci preparati al giudizio divino per la salvezza eterna? Senz'altro la nostra vita sarebbe molto diversa.

Domandiamoci perché viviamo come se dovessimo viver sempre, senza porci, quasi mai, con l'ordine delle idee, che la nostra vita finirà e sarebbe bene preoccuparsi non solo del suo breve ciclo terreno ma anche dell'eternità che ci aspetta.

giovedì 17 dicembre 2015

Nulla è tutto

La pienezza dell'essere si può raggiungere solo in Dio.
Quanto più l'uomo tenta da solo di raggiungerla, tanto più non ottiene il giusto traguardo, cioè la felicità.

Se mette dentro di sé piaceri materiali e per essi crea tanti desideri per ottenerli, si allontana e si distrae fortemente dall'amore di Dio. Egli crede, erroneamente, che deve poggiare tutte le sue aspirazioni sul suo materialistico e limitato modo di "essere", dimenticando che il suo spirito ed il cuore di esso, l'anima, ha un campo d'azione illimitato ed eterno.

Quando prende, però, consapevolezza che, per permettere al Signore Iddio di poter agire in Lui, deve eliminare, svuotandosi, tutto quanto ha costruito non per la gloria di Dio, allora comincia a fare spazio a Lui nel suo essere.

Non sarà un cammino facile e breve, ma sarà ricco di tante gioie, fino allora a lui sconosciute. Inizialmente godrà  di un'inaspettata leggerezza dell'essere che però sarà affiancata da un senso di smarrimento e svuotamento che lo disarmeranno non poco.

Poi, conquista dopo conquista, egli lavorerà ad eliminare ogni attaccamento che non sia Dio.
Per riuscirci dovrà far crescere la sua fede perché solo con un forte abbandono a Lui potrà andare avanti nel cammino intrapreso. Alla fine si accorgere che il vuoto, che farà dentro di sé,  corrisponderà ad un annullamento del proprio sé che sarà poi pienezza di Dio.

sabato 12 dicembre 2015

Il valore della messa



Nella santa messa se entriamo in attenta comunicazione con Cristo, attraverso le sante letture, la luce  dello Spirito  Santo ci mostra con maggior profondità ciò che Egli ci vuol dire per il momento di vita che stiamo percorrendo, sia per le nostre esigenze materiali che per quelle spirituali.
Egli ci insegna che non sono solo i nostri sensi materiali a farci conoscere il senso del vita, attimo per attimo, ma soprattutto quelli spirituali che attraverso il "cuore", cioè il nostro sentire dentro di esso, possiamo conoscere la verità di ciò che esiste intorno a noi.
Sentir col cuore significa, far passare ogni emozione, ogni sentimento ed ogni intenzione del nostro essere, attraverso una volontà d'amore. L'amore trasforma ogni situazione della nostra vita in un incontro con Dio fatto di sensazioni paradisiache.
Quindi partecipare alla messa vuol dire aver la possibilita' di accrescere la propria capacita' di amare.

L'amor di Dio

Qual'è la portata dell'amore divino? Infinito. Gesù ci ama in modo incommensurabile e incomprensibile,  l'aver sofferto per noi in modo indicibile lo dimostra, è proprio il meditare la sua passione e morte che può farcelo un po' comprendere.
Infatti quando con attenzione leggiamo quanto ha sofferto per donarci la redenzione e renderci figli di Dio, ci accorgiamo che ha subito cose che sono impossibili all'essere umano, proprio perché incapace dello stesso amore.
La nostra fede non può far altro che crescere comprendendo l'amore Dio. Solo con una grande fede il nostro  cammino verso di Lui può essere facilitato. Guardando ed imitando Maria possiamo avere l'indicazione di come comportarci. Sentirci amati ci dà gioia ma se ci sentiamo amati da Dio la nostra felicità non avrà paragoni.















martedì 8 dicembre 2015

La bolla del vivere

Viviamo in una bolla che delimita il nostro modo di essere, spesso basato sul desiderio di provare gusto nelle cose che incontriamo, nei vari momenti del nostro vivere.

Egoismo o, peggio ancora, egocentrismo, inteso come la pienezza del sé, non ci permettono affatto di vedere più in là della nostra bolla.

Amiamo o meglio crediamo di amare, forse ci dedichiamo pure al prossimo del nostro tessuto sociale (vicinato, parrocchia, rione, città), spesso per placare lo scrupolo del nostro finto e limitato modo di amare, ma spesso non ci accorgiamo della nostra coscienza che ci dice che dobbiamo prima amare i componenti della nostra famiglia: genitori, coniuge, figli, fratelli o sorelle con cui forse non parliamo più o forse trattiamo male per ripicche personali passate, a causa delle quali ci riteniamo "giudici" insindacabili.

No, il Signore vuole amore senza giudizi, compromessi e/o condizioni, fatto di misericordia, quindi compassionevole. Mai arrogandosi il diritto di andare oltre la sua legge, in ogni situazione, credendo perfino di stare nel giusto.

A volte passiamo molti anni in questa bolla, senza scrutare dentro di noi, nel nostro profondo, in tutta sincerità con noi stessi, per scovare tutti gli scheletri del nostro armadio, i perdoni non concessi, le tante presunzioni di stare nel giusto nelle nostre prese di posizione, convinzioni di aver agito bene in tante circostanze, pur se dentro di noi una vocina ci ha sussurrato che non stavamo pienamente nel giusto e solo soffocando la nostra coscienza siamo riusciti ad andare avanti, evitando di sentirne il peso.

Allora autosserviamoci profondamente, col cuore in mano, in estrema sincerità e rompiamo questa bolla finalmente, per vivere con cuore puro e senza alcuna ipocrisia, come riuscire a farlo?

Basta eliminare ogni cosa nascosta, perché solo le cose fatte con amore, non hanno bisogno di esser celate, quindi se non ci sentiamo in grado, per alcune, di svelarle, ecco che capiremo con certezza quali sono i nostri scheletri.

domenica 6 dicembre 2015

Perché Dio ci ha creati?

Siamo stati  creati per un motivo specifico, tutti ce lo siamo chiesti, ma quale?

Dio non ha giocato con noi attraverso la creazione anzi, ci ha fatto il dono principale, dando origine alla nostra vita, pur se per tanti versi, in essa abbiamo incontrato, sofferenze e sconforti.

Perché allora ci ha creati?

Per amore. Si proprio per il suo amore infinito ha dato inizio alla nostra avventura terrena.
Affinché potessimo amare, Lui, in primis, tutti e tutto il creato. Cosa ha di tanto importante l'amore?

E' esso che regge tutto, il creato ed oltre. Cosa significa ciò?
Vuol dire che la vita è l'amore stesso, nulla può esistere senza.
Nell'amore, essenza di Dio, c'è vita e la pienezza di Dio stesso, quindi Egli ci ha creati per donarsi a noi, come PADRE, FIGLIO E SPIRITO, in tutto questo ci ha voluto dare il Bene massimo e la Felicità eterna.

Questo è il motivo per cui ci ha creati. Costa sofferenza? Tante cose non le comprendiamo? Eppure è così! Ci ha creato per farci essere amore in Lui per sempre.