sabato 26 dicembre 2015

Il silenzio della mente

Il nostro ego (io) si rafforza,  per il dominio sulla nostra anima, attraverso una sola cosa: la parola.
Avete mai riflettuto sul fatto che noi quasi sempre leggiamo cio' che la nostra mente pensa?
Ce n'e' bisogno? Certamente no,  perche' se lo stiamo pensando,  perche' dovremmo leggerlo nella nostra mente,  quasi come se leggessimo un testo fuori di noi.

Invece quel contenuto e' in noi,  e' formuato da noi,  perche' dovremmo ripeterlo,  come si fa per le poesie,  quando dobbiamo impararle a memoria?  Forse per un senso d'insicurezza,  quasi non fossimo certi che lo stiamo pensando,  che cioe' e' dentro di noi?

La spiegazione e' un'altra: cio' che pensiamo e' quanto affiora in superficie dal nostro pensare,  non ha un suo valore intrinseco,  diciamo che non e' ancora nostro,  e' , in realta', o l'elaborazione di riflessioni precedenti,  o un suggerimento che percepiamo spiritualmente, una  illuminazione,  quindi luce,  oppure una tentazione,  allora oscurita'.

Quando lo leggiamo,  noi esaminiamo,  per la prima volta,  quel contenuto e cosi' facendo esprimiamo il nostro giudizio,  quando cio' accade il nostro io ha l'occasione di nutrirsi (gonfiarsi) di autocompiacimento,  credendolo suo.

Attraverso tale mancanza di umilta', l'egocentricita' cresce,  ma diminuisce la capacita' d'amare gli altri,  perche' l'amore e' assorbito tutto dall'io. Allora e' bene imparare a non leggere,  in noi,  cio' che pensiamo,  ritornando ad essere padroni della nostra vita o creando,  in piena consapevolezza,  i contenuti del nostro essere o prendendo coscienza che siamo continuamente in un cammino di formazione,  per cui quanto pensiamo non e' sempre farina del nostro sacco.
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Non sara' facile evitare di leggere,  ma ogni volta ci riusciremo la nostra anima potra' indirizzare a Dio la sua attenzione per adorarlo e cio' ci dara' gioia grande.
Inoltre cresceremo in umilta'' e quindi saremo piu' capaci d'amare.


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