lunedì 28 dicembre 2015

L'unica cosa importante


Dall'opera "L' Evangelo come mi e' stato raccontato"
di Maria Voltorta edizioni Cev.

Gesu' in un discorso dice:

«Sì, parlo. Ma non ve la prendete. Pregate per quegl'infelici. Perdonate come Io perdono. Perché se perdonerete agli uomini i loro falli, anche il vostro Padre dei Cieli vi perdonerà i vostri peccati.

Ma se avrete rancore e non perdonerete agli uomini, nemmeno il Padre vostro vi perdonerà le vostre mancanze. E tutti hanno bisogno di perdono. Vi dicevo che Dio vi darà ricompensa anche se voi non gli chiedete premio per il bene fatto.

Ma voi non fate il bene per avere ricompensa, per avere una mallevadoria per il domani. Non fate il bene misurato e trattenuto dalla tema:

"E poi, per me, ne avrò ancora? E se non avrò più nulla chi mi aiuterà? Troverò chi mi fa ciò che ho fatto.
E quando non potrò più dare, sarò ancora amato? ".

Guardate: Io ho amici potenti fra i ricchi e amici fra i miseri della terra. E in verità vi dico che non sono gli amici potenti i più amati.

Vado da quelli non per amore di Me e per mio utile. Ma perché da essi posso avere molto per chi non ha nulla. Io sono povero. Non ho nulla.

Vorrei avere tutti i tesori del mondo e mutarli in pane per chi ha fame, in tetto per chi è senza tetto, in vesti per chi è ignudo, in medicine per chi è malato.

Voi direte: "Tu puoi guarire". Sì. Questo ed altro posso. Ma non sempre è la fede negli altri, ed Io non posso fare ciò che farei e che vorrei fare se trovassi della fede nei cuori per Me.

Io vorrei beneficare anche questi che non hanno fede. E posto che non chiedono il miracolo al Figlio dell'uomo vorrei, da uomo ad uomo, dar loro soccorso.

Ma non ho nulla. Per questo Io tendo la mano a chi ha e chiedo: "Fammi la carità, in nome di Dio". Ecco perché Io ho amicizie in alto.

Domani, quando Io non sarò più sulla terra, ancora vi saranno i poveri, ed Io non ci sarò né a compiere miracolo per chi ha fede, né a fare elemosina per portare alla fede.

Ma allora i miei amici ricchi avranno imparato, al mio contatto, come si fa a beneficare, e i miei apostoli avranno, pure dal mio contatto, imparato a elemosinare per amore dei fratelli.

E i poveri avranno sempre un soccorso. Ebbene, ieri Io, da uno che non ha nulla, ho avuto più di quanto mi hanno dato tutti coloro che hanno.

E' un amico povero quanto Me. Ma mi ha dato una cosa che non si compera con nessuna moneta e che mi ha fatto felice, riportandomi tante ore serene della mia fanciullezza e giovinezza, quando ogni sera sul mio capo si imponevano le mani del Giusto ed Io andavo al riposo con la sua benedizione per custode del mio sonno. Ieri questo mio amico povero mi ha fatto re con la sua benedizione.

Vedete che ciò che lui mi ha dato nessuno dei miei amici ricchi me l'ha mai dato. Perciò non temete. Anche se non avrete più potenza di denaro, solo che abbiate amore e santità, potrete beneficare chi è povero, stanco o afflitto.

E perciò vi dico:

- non siate troppo solleciti per tema di avere poco. Avrete sempre il necessario.

- non siate troppo preoccupati pensando al futuro. Nessuno sa quanto futuro ha ancora davanti.

- non siate in pensiero per quello che mangerete per sostenervi nella vita, né di che vi vestirete per tenere caldo il vostro corpo.

La vita del vostro spirito è ben più preziosa del ventre e delle membra, vale molto più del cibo e del vestito, così come la vita materiale è più del cibo e il corpo più della veste.

E il Padre vostro lo sa. Sappiatelo dunque anche voi. Guardate gli uccelli dell'aria: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, eppure non muoiono di fame perché il Padre celeste li nutre. Voi uomini, creature predilette del Padre, valete molto più di loro.

Chi di voi, con tutto il suo ingegno, può aggiungere alla sua statura un sol cubito? Se non riuscite ad alzare la vostra statura neppure di un palmo, come potete pensare di mutare le vostre condizioni future, aumentando le vostre ricchezze per garantirvi una lunga e prospera vecchiaia?

Potete dire alla morte: "Tu mi verrai a prendere quando io vorrò"? Non potete. A che, allora, preoccuparvi del domani? E perché avere tanta pena per tema dì rimanere senza vesti?

Guardate come crescono i gigli del campo: non faticano, non filano, non vanno dai venditori di panni a fare acquisti. Eppure vi assicuro che nemmeno Salomone con tutta la sua gloria fu mai vestito come uno di loro.

Ora se Dio riveste così l'erba del campo, che oggi è e domani serve a scaldare il forno o a pasturare il gregge e finisce in cenere o in sterco, quanto più provvederà voi, figli suoi. Non siate gente di poca fede.

Non vi angosciate per un futuro incerto, dicendo:

- "Quando sarò vecchio come mangerò? Che berrò? Come mi vestirò? ".

Queste preoccupazioni lasciatele ai gentili che non hanno la certezza della paternità divina.

Voi l'avete e sapete che il Padre sa i vostri bisogni e che vi ama. Fidate dunque in Lui.

Cercate prima le cose veramente necessarie:

la fede, la bontà, la carità, l'umiltà, la misericordia, la purezza, la giustizia, la mansuetudine, le tre e le quattro virtù principali, e tutte, tutte le altre ancora, dì modo da essere amici di Dio e di avere diritto al suo Regno.

E vi assicuro che tutto il resto vi sarà dato per giunta senza che neppure lo chiedìate. Non vi è ricco più ricco del santo, e sicuro più sicuro di esso. Dio è col santo. Il santo è con Dio.

Per il suo corpo non chiede, e Dio lo provvede del necessario. Ma lavora per il suo spirito, ed a questo Dio dà Se stesso, qui, e il Paradiso oltre la vita.

Non mettetevi dunque in pena per ciò che non merita la vostra pena.
Affliggetevi di essere imperfetti, non di essere scarsi di beni terreni.

Non crucciatevi per il domani. Il domani penserà a se stesso, e voi ad esso penserete quando lo vivrete. Perché pensarvi da oggi? Non è già abbastanza piena dei ricordi penosi di ieri, e dei pensieri crucciosi di oggi, la vita, per sentire bisogno di mettervi anche gli incubi dei "che sarà?" del domani?

Lasciate ad ogni giorno il suo affanno! Ve ne saranno sempre più di quante ne vorremmo di pene nella vita, senza aggiungere pene presenti a pene future! Dite sempre la grande parola di Dio:

"Oggi". Siete suoi figli, creati secondo la sua somiglianza. Dite dunque con Lui: "Oggi". Eoggi Io vi do la mia benedizione. Vi accompagni fino all'inizio del nuovo oggi, di domani, ossia di quando vi darò nuovamente la pace in nome di Dio.

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