giovedì 15 dicembre 2016

Quanto mi resta da vivere?

A volte mi domando come potrebbe o dovrebbe mutare la mia vita se sapessi che mi mancano pochi mesi di vita.

"Imposta la tua vita su un tempo breve per comportarti come colui che si preoccupa solo di fare solo cose a Me gradite, in modo da presentarti col vestito buono"

In effetti, il sapere di non dover vivere a lungo mi spingerebbe non al divertimento sfrenato ma alla ricerca di sistemare tutte le mie cose per essere pronto all'incontro con Te ricco di azioni d'amore e purificato delle mie colpe passate.

"Allora che aspetti, datti da fare."

Cosa vuoi dire? Intendi forse che mi resta poco?

"Non lo sto dicendo, voglio solo dire che il tempo per amare non è mai troppo, specie se devi recuperare un passato poco usato a farlo"

Il valore nascosto della preghiera

Quando prego, sento il Tuo tocco che amplifica il mio amore. Quando prego, Tu mi ami ed io, nel silenzio del mio intenso raccoglimento, sento che mi "tocchi" il cuore, percepisco che esso rompe gli argini, si espande fino a toccare il cielo e godere di una dolcezza infinita che solo Tu puoi darmi.

Ma poi, come è brutto piombare giu' da lassù, il distacco da Te è brutale, mi raggela l'anima, allora riprendo a pregare, per tornare di nuovo su da Te.
"E' la preghiera d'adorazione che produce maggiormente questi effetti" 

L'avevo compreso questa cosa ma a volte percepisco anche durante i nostri colloqui una sorta di sprofondamento interiore che mi rapisce per un po' di tempo e mi fa sentire come in un abbraccio,  il Tuo.
"Si sono Io che compiaciuto del nostro tenero incontro ti stringo a Me con immenso amore."

Grazie,  o mio GESU'.  


Quando amo, Gesù mi fa sentire la sua presenza

Ogni volta che amo sento che Tu ti avvicini a me per farmi sentire cosa significa amare, mi fai sentire la dolcezza dell'incontro ravvicinato con Te.

È come ricevere uno "zuccherino" dopo una bella azione. Una ricompensa insomma. Non è facile spiegare, a parole, cosa percepisco, il cuore si dilata, tutto intorno a me, che non sia amore, perde valore e non è più oggetto della mia attenzione.
"Infatti tu sei attratto dal vortice che emana il Mio amore, esso ti avvolge e ti dà il vero senso della vita, cioè amare ed essere amati."

Perché non rimango per più tempo dentro di esso? "La spiegazione è data dal fatto che è solo amando che si è "ripagati" dall'amore in tal modo."

Quindi dovrei amar sempre per rimanere nella bellissima "atmosfera"del Tuo abbraccio d'amore.
"Vedo che hai compreso il mio messaggio"

mercoledì 5 ottobre 2016

Come amare


Quante volte, Signor mio, mi son chiesto: come riuscire ad amare? Sono state tante le risposte che sono arrivate al mio cuore, ma sempre parzialmente son riuscito a percepirle, mi rendo conto che la risposta è lunga, perchè vi son mille sfaccettature dietro all'esercizio della nostra capacità d'amare.
"Hai ragione, sono tanti i modi dell'essere che inquadrano il verbo amare."
Me ne puoi indicare qualcuno?
"Si, per sentire l'essenza del significato della parola amore devi percepire in te cosa per te essa è, cioè quando ti senti amato ed in quali modi vorresti essere amato."
Ho compreso, Signor mio, vuoi dire che amare è come si vorrebbe esser amati?
"Diciamo che ci sei andato vicino."
Mi aiuti, allora?
"Ricorda che l'amore è legato al sacrificio e quindi alla sofferenza che si sopporta quando per amare bisogna rinunciare alle proprie "attività", intese come tutto ciò che ti riguarda: progetti, desideri, gusti, piaceri, riposo, salute e così via. Quindi riesci ad amare se hai uno spirito di sacrificio tale che ti fa operare molteplici rinunce."
Questo l'avevo messo in conto, ma a volte ci sono degli aspetti dell'amore che mi sfuggono.
"Si, per amare fondamentalmente non devi aver paura di soffrire per la persona a cui rivolgi le tue azioni d'amore, tu sai che si soffre ogni volta che non si accetta il dolore, in ogni modo esso si presenta: fisico o morale (mentale e psicologico)."
Per amare si deve sempre soffrire?
"No, come ti ho appena detto, la sofferenza è, essenzialmente, quell'attrito interiore che vien provocato dalla mancanza di accettazione del dolore ma non è il dolore stesso.
Non comprendo bene ciò che vuoi dire.
"Intendo dire che il dolore ha una fase fisica che ti segnala, come un allarme, che qualcosa non va nel tuo corpo o una fase di carattere morale o psicologico che qualcosa non va nella tua interiorità ma, la fase che esalta il dolore cioè la non accettazione dello stato dolorifico, è quella che tu chiami sofferenza e questa varia a seconda del tuo spirito di sacrificio (per amore)."
Vuoi dire che più elevato è il mio amore, maggiore è il mio spirito di sacrificio e minore è l'esaltazione del dolore originario e quindi la sofferenza stessa?
"Si, quindi al contrario più fai crescere il tuo spirito di sacrificio, maggiore diventa la tua capacità d'amare.
Alla fine grazie all'amore, con un elevato spirito di sacrificio, si accetta il dolore primario di ogni situazione che s'incontra, per cui questo diventa sopportabile perchè per amore lo si accetta e lo si valorizza e perchè proprio attraverso tale accettazione riesci ad amare."

mercoledì 7 settembre 2016

Perdonami

Ieri, non ho saputo offrirti neanche una piccola mortificazione in risposta a tutto il bene che mi fai, Signor mio. Ne ho profonda vergogna, il mio amor proprio, toccato nel cuore, pur se solo superficialmente, ha "reagito", non riuscendo a tacere come avresti voluti Tu.

Adesso il mio cuore piange di pentimento, perdonami, o mio GESU', se non sento il Tuo perdono che addolcisce la mia pena, il dolore "scava" in esso, forse è giusto così, debbo scontare il mio errato comportamento. -

"Mio caro, il mio amore è grande e la misericordia infinita. Vieni tra le Mie dolcissime braccia. Se vieni ti accogliero' col Mio tenerissimo sguardo."

Vengo......non c'è cosa più bella!

M'immergo in esso, come in un mare blu e limpido, facendomi avvolgere dal tepore delle sue dolci acque. Sol così il mio dolore sarà lenito.

"Il tuo pentimento è tale che Io non ho più ostacoli dalla tua volontà per accoglierti tra le mie braccia. Esso annulla la tua colpa, perché  invoca il Mio perdono e la pena è il dolore stesso che hai sentito finora."

Grazie, Signor mio, eternamente grazie!

Grazie Signore

Ancora una volta, Signor mio, sei intervenuto a sistemare la mia situazione. Hai fatto si' che non dovessi nemmeno preoccuparmi più delle pratiche burocratiche.

Come sempre il Tuo intervento è preciso, completo, oserei dire perfetto. Perché Tu curi tutti i particolari delle cose di cui Ti fai carico.

"- Il Mio amore è perfetto, non conosce limiti, per tale motivo devi imparare ad abbandonarti con maggior facilità a Me, non devi trascurare alcuna situazione ed ogni occasione che incontri devi consegnarla nelle Mie amorevoli mani, perché così facendo, ti rendi libero da ogni preoccupazione che le sollecitudini della vita comportano.

Una volta libero puoi meglio occuparti dell'esercizio della tua capacità d'amare e così crescere nell'amore."

Grazie Signore, aiutami a fare ciò che Tu mi consigli.

venerdì 8 luglio 2016

Wattpad

Colloqui con Gesù è anche su www.wattpad.com cercatelo li' è una opera molto seguita ed aggiornata continuamente.

venerdì 24 giugno 2016

Il tempo per amare

Perché caro Gesù se analizziamo una giornata intera della nostra vita,  ci rendiamo conto che dedichiamo pochissimo del nostro tempo ad esercitare la nostra capacità d'amare?

Perché siete, quasi totalmente, presi dalle vostre molteplici preoccupazioni. Ogni situazione di vita è l'origine di esse. La salute, il lavoro, la famiglia ed il suo sostentamento, lo studio, le discordie, le incomprensioni, le faccende domestiche e così via.

Inoltre c'è il relax, lo sport, la musica, la danza ed i vari hobby, i viaggi e le passeggiate e tante altre cose.
Rifletteteci, quando avete il tempo per dedicarvi al prossimo?"

E' vero, eppure Tu ci hai detto: in Matteo, 6:25.34

" 25 - Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?
26 - Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro?
27 - E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?
28 - E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano;
29 - eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.
30 - Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?
31 - Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? 32 - Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 - Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. 34 - Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno."

Però, nonostante la Tua parola vera, non siamo capaci di applicarla, perché minima è la nostra fede e perciò non siamo in grado di sentirci "liberi" dalle ansie della vita. Per tale motivo il nostro "amore" per il prossimo è bloccato da mille difficoltà che non sappiamo superare con facilità, per poter essere sensibili alle molteplici esigenze di chi ci sta accanto o di chi incontriamo nel nostro percorso di vita.

domenica 29 maggio 2016

Il tempo passato con Gesù

Quanto tempo passiamo con Te?
"Non molto, poco direi."

Perchè?
"Perchè lo sprecate a rincorrere tante cose e dimenticate che Io sono accanto a voi e vorrei la vostra attenzione, come la dareste ad uno della famiglia o a chi vi chiede qualcosa."


Povero Gesù mio dimenticato, che tristezza, a pensare che Tu fai tanto per noi.
"Se avessi voluto dar peso a tale comportamento sareste messi male, ma il mio amore copre e giustifica tutto, eccetto ogni cosa vi allontani dall’amore (peccato)."


Non so che dire, comprendo che trascorriamo tanto tempo nelle vicende quotidiane e poco ci ricordiamo di Te in esse.
"Dovreste tenermi sempre al primo posto della vostra attenzione."


Cosa vuoi dire?
"Intendo dire che per ogni cosa che dovete fare (pensare, decidere, agire) dovete rivolgere l’attenzione a Me e chiedermi col vostro cuore, con la vostra anima, cosa Io voglio che voi facciate."


E’ il ricordo di Te che stenta spesso a venire, cioè il considerarti presente come coloro che vediamo con i nostri occhi fisici.
"Questo dipende dalla vostra scarsa capacità di vedermi, percepirmi col vostro cuore ed al centro di esso con la vostra anima."


Come possiamo incrementare questa capacità?
"Con colloqui frequenti con Me come quelli che intrattieni tu con Me."


Nonostante essi, la mia facoltà di percepirti è statica anzi a volte sembra quasi che regredisca, comunque quando vorrei sentirti mi pare di non riuscire a sentirti.
"E’ perchè non mi chiami nel modo giusto."


Cosa vuoi dire, come dovrei chiamarti?
"Come chiameresti la persona a cui vuoi più bene e che vedi vicino a te pronta ad aiutarti per ogni esigenza."

Vuoi dire che ti debbo chiamare col cuore innamorato e certo che sei vicino a me?
"Si, hai detto giusto."

lunedì 2 maggio 2016

Riuscire ad amare gli altri

GESU' aiutaci, noi vogliamo amare tutti per amor tuo: Perché non ci riusciamo?
Perché non conoscete abbastanza quanto Io vi amo.

Aiutaci a conoscerti.
Meditate la mia vita e soprattutto la mia passione e morte. Attraverso tale meditazione mi conoscerete.

Non puoi insegnarci una preghiera per aiutarci?    
Dite così:
Conservo in me i momenti più dolorosi che hai sofferto Signor mio. Essi mi fanno capire che li hai sopportati per amor mio. Sono stati orrendi, solo un immenso amore ha potuto spingerti a sopportarli. L'amore incomprensibile che Tu hai per me.

Percepire la presenza di Gesù nel prossimo

Gesù aiutami a percepire la tua presenza in ogni persona che incontro.
Guarda i suoi occhi, sono i miei che ti chiedono amore.
Dammi la tua tenerezza, il tuo affetto sincero, sii gentile e cordiale, sappi essere la mano della mia provvidenza per essa.
Abbi per lei pazienza e comprensione e poi tanta misericordia.
Infine sappi credere che Io sia veramente dentro di lei.
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domenica 1 maggio 2016

Adorare Gesù per amare il prossmo

E' vero Gesù che tu sei in ognuno di noi?
Si e' così.
Allora posso adorarti anche in ogni uomo?
Si però per riuscirci impara prima ad adorarmi dentro di te.
Vuoi dire che debbo visualizzarti in me ed adorarti, cioè amarti con intensità?
Si, diciamo che devi amarmi come presente in te.
Quindi per amare 💖 con maggior facilità il prossimo, debbo considerarti presente nel cuore di ogni uomo 👨 ed adorarti in esso. Ciò mi sarà più facile solo dopo che avrò imparato a farlo in me. Puoi insegnarmi a farlo?
Credi fortemente che Io sono presente in te per proteggerti e sopratutto aiutarti ad affrontare bene ogni situazione che la vita ti pone davanti. Maggiore sarà l'intensità e la forza di tale fede e maggiormente potrai adorami ed amarmi

venerdì 22 aprile 2016

L'amore vince sempre

L'amore non conosce sconfitte se non nella mancata volontà d'amare.
Gesù percepisco che, nella gioia della tua presenza accanto a me, i tuoi suggerimenti sono acquisiti da me, con maggior forza.
"Si, te l'ho comunicato ieri, durante la passeggiata."
Lo so e ti ringrazio infinitamente perché ciò è molto importante. Tu mi hai spesso detto che, nonostante tutte le mie debolezze e gli ostacoli che trovo davanti a me, se voglio amare riuscirò a farlo comunque, se esercito la mia capacità d'Amare perche' la potenza dell'amore può superare ogni cosa.




Gesu' parla in modo semplice

Ieri ti ho chiesto l'esito di una situazione per la quale avevo domandato il tuo intervento e tu mi hai appena sussurrato che stava per risolversi.

Inizialmente non ero certo che la voce fosse la tua ma poi ne ho avuto la conferma, perché di li' a poco tutto e' andato bene come m'avevi detto.

E' difficile discernere tra le tre voci che percepisco quale e' la tua, mio caro Gesù. Una e' la mia, l'altra proviene dagli angeli cattivi e l'ultima e' la tua.

Ogni pensiero 💭 è fatto di tali voci, poi il corretto discernimento mi fa scegliere quella a cui dare ascolto.

"Attraverso la forza della tua fede puoi riuscire ad avvalorare la voce che più senti mia"

domenica 20 marzo 2016

Passi di santita'

È proprio qui la legge evangelica, proclamata dal Cristo: perdere e perdersi per ritrovare se stessi e Dio; donare e donarsi giorno dopo giorno, portando la propria croce quotidiana con il Cristo e per amore del Cristo. E tutto questo per essere felici: morire a poco a poco per vivere eternamente.

“Non temere, figlia, non rattristarti se i tuoi desideri vengono differiti. Poiché quando tu, con animo tranquillo e senza diffidare della mia pietà mi aspetti, nel desiderarmi, mentre ne sei priva, hai un merito maggiore. Ed io ti darò una consolazione più grande che se tu avessi ottenuto subito quello che chiedi”.

Tratto da

http://blog.studenti.it/biscobreak/2013/02/santa-margherita-da-cortona/

venerdì 19 febbraio 2016

Il senso reale del tempo

Dal "diario della divina misericordia" di S. Faustina Kowalska: 

"Dio Mio se guardo verso il futuro, m'investe la paura, Ma perché inoltrarsi nel futuro? Mi è cara soltanto l'ora presente, perché il futuro forse non albergherà nella mia anima e il tempo passato non è in mio potere per cambiare, correggere od aggiungere qualche cosa.

Né i sapienti, né i profeti han potuto far questo. Affidiamo pertanto a Dio ciò che appartiene al passato. O momento presente, tu mi appartieni completamente, desidero utilizzarti per quanto è in mio potere, nonostante io sia piccola e debole, mi dai la grazia della tua onnipotenza.

Perciò, confidando nella Tua Misericordia, Avanzo nella vita come un bambino, Ed ogni giorno Ti offro il mio cuore Infiammato d'amore per la Tua maggior gloria." (c) Diario della divina misericordia

Morire e non morire

La morte del se', quella suggerita da Gesu' nel vangelo, porta ad una vita nuova e vera, allora morire in quel senso significa vivere nel modo giusto.

Colui che muore non ha piu' preoccupazioni e percio' si sente leggero senza piu' pensieri, ma la sua vita e' finita.

Se invece la sua morte fosse durante la vita?

Quando il Signore chiama

Quando parlo con Te, mio Signore, ho l'impressione che anche quello che dico io mi sia suggerito da Te e quindi alla fine, non mi pare un colloquio il nostro, ma sembra che sei solo tu a parlare, a dirmi innumerevoli cose, per cambiar il cuore mio e l'anima mia nascosta nel tuo cuore.

Quello che scrivo lo percepisco come presente in me, ma grazie allo Spirito Santo, lo prelevo come da un contenitore (la mia anima, al centro del mio cuore, dove stai Tu), dove tu metti tutto quello che mi comunichi, quello piu' inerente l'argomento che trattiamo, poi la mia mente sempre con la luce divina cerca di tradurre in parole quanto ho attinto dal mio cuore.

Solo con la luce dello Spirito Santo accade tutto ciò e quando mi faccio distrarre dal mondo e non sono con Te, ne soffro, ma tale sofferenza non basta ad evitare che io mi continui a distrarre, come mai non riesco ad evitarlo?
Mi rendo conto che dovresti isolarti totalmente dal mondo per riuscirci meglio, ma non sei ancora in grado di farlo.

Aiutami Signor mio, senza di Te non sono nulla.
Pian piano azzera in te il mondo che conosci, le cose che facevi prima, le cose che ti piacevano, le cose che amavi fare, mangiare, bere e così via, effettua un totale cambiamento e rinnovamento e ci riuscirai.

Come e' possibile che la mia mente continui a far altre cose e non a correre da Te pur se sa che tu sei tutto?
Essa ha modi consolidati di vivere, per inerzia e risparmio di energia, ricorre ad essi per vivere senza pensarci troppo su.

Quindi non sono solo i desideri a guidarmi sul cosa fare, ma la pigrizia e l'egoismo del mio io. Vorrei fare solo le cose che mi suggerisci Tu e vivere solo come vuoi Tu, che sei amore infinito e perfetto, aiutami.
Lo sto già facendo, ma tu abbandonati a me e lascia fluire in te piu' scorrevolmente ciò che Io ti comunico.

Se ricordi ieri ti avevo chiesto proprio questo, quello cioe' di essere più in diretta comunicazione con Te, ma non ci son ancora riuscito finora. Perché?
La risposta risiede nelle mille difficolta' che son presenti nella tua vita.

Allora aiutami ad eliminarle tutte. Dimmi come posso fare ad annullarmi un po' alla volta, perché mi rendo conto che questa è la strada che porta diritto a te, poiché è il mio io che si frappone tra la mia anima e Te.
Si, il suo annullamento, quello che io chiamo la morte a te stesso è la strada.

Dimmi come fare per iniziare da subito, lo desidero tanto, perché desidero immensamente Te.
Fa che sia il tuo amore per Me a guidarti a Me, amami, amor mio, sempre, sempre di più e ci riuscirai, ama il prossimo tuo e ci riuscirai, perché facendo così, incontri veramente Me, ogni volta, in esso sono Io che aspetto che tu mi ami.

Pur desiderando amar Te, questa cosa non mi riesce tanto facilmente, perché?
Perché non ti è facile vedere Me in loro. Per poterlo fare dovresti sempre tenere a mente le mie parole.

Io purtroppo non ho una buona memoria.
Non dipende da quello, dipende dal tuo grado di sensibilità della mia presenza in essi.
Aiutami allora ad aumentarla.
E' quello che stiamo facendo coi nostri colloqui.

Lui ed io

Il bellissimo diario "Lui ed io" di Gabrielle Bossis è reperibile  al link collegato. La voce di Gesú è  fin dalle prime righe,  dolce e delicata, tenera ed amorevole. Sempre dallo stesso sito:

" Finalmente a 62 anni, su un transatlantico che la portava a recitare in Canada, essa iniziò a intrecciare e ad annotare le sue “conversazioni spirituali” con una Voce, la Voce di Cristo. Per 14 anni questo suo meraviglioso diario “a due voci” – Lui et moi, “Lui e io” – si dipanò nel più assoluto segreto. Al termine della sua vita, Gabrielle accettò di pubblicarne un’antologia poiché la Voce divina aveva vinto la sua riluttanza a diffonderlo dicendole: «E perché no?… Io mantengo il mio fuoco in te, non perché tu bruci sola, ma perché tu propaghi l’incendio segreto».
Soltanto poco tempo prima di morire Gabrielle Bossis aveva confidato al suo confessore, il gesuita padre de Parvillez, celebre teologo e predicatore, la singolare esperienza interiore che essa viveva da quasi dieci anni e gli aveva fatto leggere alcuni piccoli quaderni dove lei annotava via via i suoi dialoghi con una Voce che le diceva di essere la Voce di Gesù.
Cinquant’anni dopo la morte di Gabrielle Bossis, la sua “vita straordinaria è uscita dall’ombra. Era ora! – mi scrisse de Laubier nella sua prefazione del 2005 – E’ stata tratta alla luce quasi dal nulla”. È vero, la nostra fu un’autentica scoperta. Ed adesso è l’ora di raccontarne la suggestiva storia…"

Alcuni estratti:

" Io: “Cammino al Vostro fianco”. Lui (dolcemente):
«Ma tu non mi parli molto...».
14 dicembre 1936 –
«Cerca di essere per tutti il mio sorriso. La mia voce amabile»."

" Io sarò il tuo sorriso di oggi».
Tunisi, nella chiesa del Sacro Cuore.
«Perché gli uomini non vogliono credere al mio Amore?
Sono forse stato malvagio?

Mi sono forse vendicato quando ero sulla terra?"
" Mettiti di fronte al mio volto. Ora, svolgi la tua anima. Distendila come un tessuto dispiegato
 ricordando le tue colpe. Quelle di ieri, quelle di oggi.
Tu me le mostri senza dire nulla. E tuttavia, è una preghiera; te ne stai umile dinanzi alla tua miseria
 ostentata ed è la preghiera più eloquente"

" Signore, sono così piccola”.
«Unisciti a me. Ti farò grande"
" Sai quando è che tu parli come me, figliolina mia?
Quando dài prova di bontà e grazia. Quando commuovi.
Quando rispondi con dolcezza a una riflessione acerba.
Quando scusi, quando servi, quando dài. Quando plachi un carattere irascibile. Quando consoli.
Quando mantieni inalterato il tuo umore"

" Ma i vostri pensieri sono brevi… Prolungate almeno i vostri desideri…"
" Non è tanto quello che dite che importa, ma la maniera con cui lo dite. Quando parlate
 con me, è la medesima cosa. Trovate in voi il modo di amare".

Questo diario ha la forza di richiamare dalla nostra mente, come dei ricordi sopiti, tutti i sussurri d'amore che Gesù ha inviato al nostro cuore.

sabato 30 gennaio 2016

Orgoglio ed umilta'

"l’orgoglio è un male così comune tra gli uomini, che mai abbastanza si predicherà e si inculcherà la necessità di perseverare nella pratica della santissima e amabilissima virtù dell’umiltà.

I nostri peccati, per quanto brutti siano, possono trasformarsi in arma potentissima contro l’orgoglio, e diventar occasione di salute e di perfezionamento.

Difatti, se l’orgoglio consiste nella stima e nell’amore disordinato alla nostra pretesa superiorità , l’umiltà consiste "nella vera conoscenza e nel volontario riconoscimento della nostra abiezione"


... L’arte di utilizzare le proprie colpe Giuseppe Tissot

La fede sposta le montagne della nostra vita

Spesse volte Gesù parla della forza della fede: “Sposterete le montagne”; spesse volte accusa i discepoli di essere uomini di poca fede. Cos’è in realtà questa fede? È un appoggiarsi su Gesù e sul mistero che egli racchiude: sul Padre che lo invia, sullo Spirito che sta sopra di lui e dentro di lui. È un abbandono integrale, senza riserve, che crede in Cristo e crede Gesù Cristo, una consegna totale di sé che modifica il giudizio, l’affezione e l’azione dell’io. Nella continua lotta che l’uomo intrattiene con se stesso in ogni circostanza dell’esistenza la fede è, istante dopo istante, un’uscita da sé per lasciarsi riempire dalla dolce presenza di Gesù. Ancor meglio, la fede è la povertà dello spirito.

Questa riflessione è tratta dalle letture del Mese di Gennaio 2016 www.LaParola.it

C'è un tempo in cui l'anima vive in Dio e ce n'è uno nel quale Dio vive nell' anima. Quello che è proprio a uno di questi tempi, è contrario all' altro. Quando Dio vive nell' anima, questa deve abbandonarsi totalmente alla sua provvidenza; quando l' anima vive in Dio, essa si munisce con cura e con regolarità di tutti i mezzi che ritiene in grado di condurla a questa unione. Tutti i suoi pensieri, le sue letture, i suoi programmi, le sue revisioni, sono fissati; è come se avesse una guida al fianco da cui tutto è regolato, perfino il tempo di parlare. Quando Dio vive nell' anima, essa non ha più niente che le venga da se stessa.
Quest'altra riflessione è tratta da un volumetto scaricabile gratuitamente da internet: L'abbandono alla divina provvidenza di Jean-Pierre de Caussade

In entrambe le riflessioni vien fuori che la fede altro non è che il collante che ci  unisce a Gesù. Attraverso di essa si diventa partecipi dell'onnipotente amore di Dio.

sabato 9 gennaio 2016

La presenza forte di Gesù

San Lorenzo Giustiniani affermava  «Chi non utilizza il Signore quanto più gli è possibile, mostra di non apprezzarlo»; « Un servo del Signore evita anche le piccole mancanze, perché la sua carità non si raffreddi»; «Dobbiamo evitare gli affari troppo complicati; nelle complicazioni c’è sempre lo zampino del diavolo ».  vedi anche  http://blog.studenti.it/biscobreak/2013/01/san-lorenzo-giustiniani/

Il primo punto è molto interessante e quindi da comprendere e da mettere in pratica.
Il Signore è sempre "con noi", quindi bisogna vivere con questa consapevolezza comportandosi di conseguenza.
Egli è sempre disponibile col suo infinito amore ad aiutarci, in ogni occasione. Questo è il punto di cui dobbiamo far tesoro. In ragione di ciò incrementiamo, un po' per volta, le richieste del suo intervento.

Egli non ci aiuta solo nelle cose più difficoltose e complicate che possiamo incontrare nel nostro viver quotidiano. Purtroppo siamo abituati a ricorrere a Lui, spesso nelle situazioni che appaiono lontano dalla nostra capacità di poterle risolvere.

Invece Egli è pronto, anzi aspetta, desiderosamente, di essere chiamato in aiuto anche nelle situazioni "ordinarie", quelle cioè che crediamo di poter affrontare da soli, ma che poi
spesso non vanno per il verso giusto.

Iniziamo, allora, a considerare Gesù, il fratello che può intervenire, sempre ed in modo determinante, in ogni momento della nostra vita, con la soluzione migliore.
Può essere il recupero di un ritardo sul lavoro, il trovare un posto per parcheggiare, un libro che cerchiamo o l'idea giusta per un regalo, il trovare facile ottenere una prenotazione di cui abbiamo bisogno, trovare il medico giusto o la persona che può consigliarci a risolvere una determinata questione e cosi via.

Comprendete?


mercoledì 6 gennaio 2016

Morire a se stessi

L' abbandono a Dio e' importantissimo, morire a se stessi fa si che eliminiamo ogni ostacolo all' ingresso "operativo" di Gesu' nella nostra vita.

Dall'opera "L'Evangelo come mi e' stato rivelato di Maria Valtorta edizioni cev.

Gesu' dice:

"So che tutto è andato bene. Io sorreggevo con la preghiera le anime degli apostoli usciti dall'orazione con una forza nuova nella mente e nel cuore. Una forza che non viene da studio umano ma da completo abbandono in Dio.

Coloro che più hanno dato sono coloro che più si sono dimenticati. Dimenticare se stessi è ardua cosa. L'uomo è fatto di ricordi, e quelli che più hanno voce sono i ricordi del proprio io.

Bisogna distinguere fra l'io e l'io. Vi è lo spirituale io dato dall'anima che si ricorda di Dio e della sua origine da Dio, e vi è l'io inferiore della carne che si ricorda di mille esigenze che tutto abbracciano di se stessa e delle passioni e che - poiché sono tante voci da fare un coro - e che soverchiano, se lo spirito non è ben robusto, la voce solitaria dello spirito che ricorda la sua nobiltà di figlio di Dio.

Perciò - meno che per questo ricordo santo che bisognerebbe sempre più aizzare e tenere vivo e forte - perciò per essere perfetti come discepoli bisogna sapere dimenticare se stessi, in tutti i ricordi, le esigenze, le pavide riflessioni dell'io umano. In questa prima prova, fra i miei dodici, coloro che hanno più dato sono coloro che più si sono dimenticati.

Dimenticati non solo per il loro passato, ma anche nella loro limitata personalità. Sono coloro che non si sono più ricordati di ciò che erano e si sono talmente fusi a Dio da non temere. Di nulla.

Perché le sostenutezze di alcuni? Perché si sono ricordati i loro scrupoli abituali, le loro abituali considerazioni, le loro abituali prevenzioni.

Perché le laconicità di altri? Perché si sono ricordati le loro incapacità dottrinali e hanno temuto di fare brutte figure o di farmele fare.

Perché le vistose esibizioni di altri ancora? Perché questi si sono ricordati le loro abituali superbie, i desideri di mettersi in vista, di essere applauditi, di emergere, di essere "qualcosa".

Infine, perché l'improvviso svelarsi di altri in una rabbinica oratoria sicura, persuasiva, trionfale? Perché questi, e questi soli - così come quelli che fino allora umili e cercanti di passare inosservati e che al momento buono hanno saputo di colpo assumere la dignità di primato a loro conferita e non mai voluta esercitare per tema di troppo presumere - hanno saputo ricordarsi di Dio. 

Le prime tre categorie si sono ricordate dell'io inferiore. L'altra, la quarta, dell'io superiore, e non hanno temuto. Sentivano Dio con sé, Dio in sé, e non hanno temuto. Oh! santo ardimento che viene dall'essere con Dio!ĺ